prodi372[1].jpgÂ

Finalmente! L’atteso faccia a faccia c’è stato; forse un po’ al di sotto delle aspettative ma c’è comunque stato. Sfidando tutto e tutti i due candidati Premier hanno preso parte ad un teatrino, malgrado le attese dessero come punto principale della campagna elettorale, un po’ al di sotto dei toni che secondo me pur sempre accesi hanno limitato. Si, ok, in disaccordo su tutto i due, ma pur sempre limitati dalle ferree regole poste dalla par condicio e dai rispettivi schieramenti.

Si è iniziato con l’argomento “tasse“, perno cruciale della campagna elettorale in cui Prodi ha subito esordito facendo capire agli italiani che le tasse non verranno aumentate per niente al mondo limitando non si sà come il cuneo fiscale che incombe sullo Stato. Altro argomento le riformead personam fatte dal Presidente del Consiglio in questi cinque anni di governo che per lo stesso premier sono servite per l’ammodernamento del Bel Paese mentre per lo sfidante per una serie di interessi personali che andavano a giovare le numerose aziende di possesso dello stesso Presidente Berlusconi. Altra domanda sugli immigrati clandestini in cui i due hanno saputo deviare la vera problematica che incombe cercando di spiegare le varie riforme servite per risolvere il problema. Riforma scolastica: in totale opposizione! L’unico punto in comune se così si può dire è stato sulla politica estera, sulla situazione Iraniana in cui i due candidati si sono auspicati la risoluzione del problema in modo non bellicoso.

Comunque sia, la marea di dati e di numeri dati dal Premier Berlusconi non sono stati d’aiuto agli italiani insicuri, il 3% dei possibili elettori si dice, e nemmeno le teorie di rinascita dell’Italia enunciate dal Professor Prodi, visto, che comunque, nessuno certamente potrà fare miracoli vista la situazione in cui ci si trova. Possiamo dire che comunque un minimo di tensione sul viso di Berlusconi si è notata ed il continuo ottimismo sventolato dallo stesso cavaliere non ha giovato, visto che comunque, si conosce la vera realtà futura in cui si và incontro (lo stesso Fini lo ha criticato).

Si può parlare di pareggio nella gara d’andata. Ora si và verso il ritorno: il 3 aprile. E per la finalissima del 9 e del 10 aprile. . . ai posteri l’ardua sentenza!

Rivivi il duello

parcondicio2[1].jpgÂ

Siamo in piena Par Condicio! Nei vari Tg e programmi d’approffondimento si fà una vera e propria battaglia per apparire e cercare di propagandare le tesi dei rispettivi partiti. Nelle ultime settimane ci siamo trovati un solo volto che compariva più di tutti in televisione, era il volto del Premier Berlusconi. Si sà che in fase di par condicio tutti i membri che dovranno partecipare alle elezioni devono avere stessa visibilità e stessa opportunità garantita dai mezzi di comunicazione ma in questo caso è stato veramente così? Il Presidente Del Consiglio si è giustificato dicendo che mancava dai teleschermi da 4 anni, da quando ha iniziato a governare per via degli impegni Istituzionali. Concediamogliela!

Ma i dati parlano chiaro, nella settimana che va dal 13 al 19 febbraio 2006 nei Tg nazionali non si è vista ombra di par condicio. Il partito di “Forza Italia” ha avuto il sopravvento su tutti i Tg tranne su quello di La7 in cui ha prevalso il partito di “Alleanza Nazionale“: vedi i dati. Niente di diverso neanche nelle trasmissioni di approffondimento che vanno dal 1 gennaio al 19 febbraio 2006. I Partiti del centro-destra prevalgono su quelli del centro-sinistra anche se in questo caso le differenze sono inferiori. Infatti anche i partiti dell’Unione hanno ampia visibilità sopratutto nelle trasmissioni “Primo Piano” di rai tre e “l’Infedele” di La7, trasmissioni storicamente di sinistra. Imbarazzante invece la percentuale della trasmissione di rete 4LiberiTutti” in cui si ha un divario eclatante tra le due coalizioni: infatti il partito di “Forza Italia” sfiora l’80% degli interventi in voce della trasmissione; vedi i dati.

Insomma una (non) par condicio che, nonostante gli organi di competenza dovrebbero controllare, non si verifica e che continuerà secondo cultura italiana sino al 9 aprile, giorno in cui in un modo o nell’altro gli italiani dovranno prendere una decisione. Chissà se per convinzioni proprie di ideali o per sfinimento televisivo o per stanchezza di dover pensare con la propria testa.

berlusconi_04[1]3.jpgÂ

Lo sappiamo tutti, dopo l’11 settembre 2001 l’economia mondiale si è fermata o per lo meno si è frenata. Una crisi scoppiata dopo un attentato terroristico che ha messo in scacco il mondo e che dopo quasi 5 anni è ancora uno dei punti fondamentali di tutte le politiche dell’occidente. In Italia la crisi si è fatta sentire forse anche più degli altri paesi e l’economia sopratutto ha dovuto fare i conti non solo con il timore terroristico ma anche con la venuta dell’euro, il cosidetto “change-over“ (passaggio lira-euro), e dell’ormai temuta inflazione che ha influito molto in questi ultimi anni nelle tasche dello Stato. Un’economia lacerata da un caro vita e da una disoccupazione che sopratutto al sud del Paese purtroppo si fà ancora sentire. Questo esecutivo in uno dei suoi slogan elettorali nella campagna elettorale del 2001 ha posto come uno dei perni fondamentali 1 milione di posti di lavoro in più e una crescita economica - imprenditoriale notevole. Purtroppo dopo questi anni di governo la situazione non sembra mutata e avvicinandoci alle prossime elezioni politiche si riceve un input tutto sommato positivo dal governo facendoci arrivare delle notizie che ci fanno pensare ad un buon operato dello stesso governo almeno sul piano tributario ed economico. Ma purtroppo la realtà cruda italiana è un’altra. La realtà sono ancora le milioni di persone senza posto fisso, senza un contratto indeterminato, senza un giusto salario… Insomma un precariato che in Italia la fà da padrone.

L’Italia nell’ultimo trimestre 2005 è la Nazione che è cresciuta di meno sul piano occupazionale e della forza lavoro. Lo dimostra questa tabella che dimostra l’andamento propensione netta all’occupazione globale. Indica il saldo aritmetico tra la percentuale di datori di lavoro che prevedono un incremento della propria forza lavorativa e quella di chi annuncia una diminuzione del proprio personale: vedi tabella.

L’Italia ha quindi avuto una crescita nell’ultimo periodo a dir poco stagnante. Le colpe non solo assolutamente tutte da attribuire al governo che ci rappresenta. C’è il problema Cina che và affrontato con un occhio di riguardo ma le ultime performance non fanno auspicare a niente di buono neanche per un futuro prossimo. Il governo si prenda però almeno la responsabilità di far trasparire la cruda realtà in cui ci si trova agli Italiani senza falsi trionfalismi o “contratti portati a termine” e affronti il problema senza nascondere le lacune che ci si porta avanti da decenni. Purtroppo invece la classe dirigente italiana ha sempre l’abitudine di scaricare la responsabilità (quelle negative!mai quelle positive) all’avversario politico o a immaginari collettivi che avvolte portano all’esasperazione del confronto politico.

Non è tutto oro quel che luccica!!

20050506elpepiint_5_I_SCO[1].jpg

La campagna elettorale è nel vivo e si sussegguono sondaggi più o meno ufficiali per capire chi è veramente in ascesa o in discesa e per capire chi ha più possibilità di vittoria o per chi ne ha di meno. Ogni partito di solito si affida a sondaggi elaborati da istituti statistici vicini allo stesso partito o da sondaggisti che più o meno vengono influenzati dagli stessi e come capita spesso infatti questi risultati non si verificano mai nella realtà elettorale. Ma quello che ho letto in questi giorni ha dell’incredibile! Il famoso sondaggio chiesto esplicitamente dal Premier Berlusconi, redatto dalla Società Americana Psb, parlava di un vantaggio della Casa delle Libertà di 0,2 punti percentuali nei confronti dell’Unione. Niente di strano sin quà , si può pensare ad un cambio di consensi o ad un’improvviso sbalzo di coscienza. Sconcertante è invece sapere come si è arrivati a questo risultato!

Il sondaggio era telefonico e si è chiamato in 1920 case di possibili elettori. Grazie alla testimonianza di Silvia Gambardella, si è scoperto la vera metodologia del sondaggio: - Si inizia con le frasi di presentazione. L’approccio è di prammatica: Lei signora ha intenzione di andare a votare? Sì, è la risposta, e poi qualche quesito di supporto del tipo: in passato ha votato, ha già compiuto la sua scelta… E qui arriva il bello, la prima domanda di merito riguarda lo schieramento e davanti alla risposta che dice centrosinistra comincia il ballo. Dopo aver scoperto che non ha ancora deciso il partito sebbene si definisca (su richiesta) di sinistra comincia la demolizione. «Ma Prodi è davvero il leader che preferisce?». E appena avevano l’impressione di una mia minima incertezza riprendevano le domande. «Ma allora conferma davvero che voterà per lo schieramento di Prodi?». Fin qui potrebbero sembrare delle semplici domande di conferma, quelle che si usano nei sondaggi per avere conferma all’indicazione dell’intervistato. «Ma poi, leggendo da un gruppo di domande scritte arrivano quelle più strane». Quali? «Il capo del governo è riuscito - legge il sondaggista telefonico - ad aumentare i posti di lavoro. Malgrado questo lei sceglie di votare Prodi?». E poi: «C’è stato un visibile miglioramento della sanità nazionale e questo non la convince a votare Berlusconi? (leggi l’articolo su l’“Unità “)».

Dopo questa testimonianza non si può parlare più di sondaggio ma di un progetto marketing che và ad acchiappare più voti possibili in maniera non di certo trasparente e che non delinea la vera natura del sondaggio in sè; cioè una maniera democratica di fare delle previsioni

Cosa si fà per un voto in più!

555.jpg

I Parlamentari Italiani sono i più pagati d’Europa! Notizia non certo sorprendente se si conosce un po’ la cultura della Politica Italiana e le miriade di incoerenze che la attanagliano. Prendiamo come esempio lo stipendio di un Senatore che rispetto al collega della Camera prende circa 6 mila euro in più all’anno. Un Senatore percepisce mensilmente 12.434 euro lordi, cifra non certo esorbitante ma che comunque supera quella dei colleghi Europei. Il fatto è che non finisce qua! A questa cifra infatti si aggiungono i 4.003 euro della diaria mensile per il rimborso delle spese di soggiorno a Roma , i 4.678,36 euro per lo svolgimento del mandato parlamentare, i 1.107,80 euro per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, i 258,33 euro per viaggi di aggiornamento all’estero, i 345,83 euro per le spese telefoniche.

Il tutto comporta uno stipendio lordo di 22.827,76 euro mensile. Oltre a questa cifra sono garantiti:“un ufficio a Roma attrezzato, un computer portatile, […], il vitalizio la tessera per il cinema, quella per lo stadio in tribuna d’onore e l’assistenza sanitaria, che fornisce persino gli occhiali da vista […] Questa assistenza sanitaria prevede che per occhiali da vista vi sia la possibilità di avere un rimborso di 500 mila lire all’anno” [fonte: report - rai tre].

Inoltre ogni parlamentare ha diritto ad una pensione anche con una sola elezione, che varia “da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell’80 per cento” dello stipendio da parlamentare e varia “a seconda degli anni di mandato parlamentare“. I dati ufficiali del Senato riportano che il Senatore riceve il vitalizio a partire dal sessantacinquesimo anno di età . Il limite di età è ridotto al sessantesimo anno ove siano state svolte più legislature“. La gestione di Montecitorio costa il doppio dell’omologa istituzione di Francia e Germania, il quadruplo di quella del Regno Unito e oltre 10 volte di quella spagnola.

Non ci resta solo che aspettare che “i nostri rappresentanti” non facciano più finta di cercare di risolvere i problemi economici del Paese sfornando finanziarie su finanziarie ad hoc e sottolineando sotto forma di slogan elettorali le meno tasse che ci faranno pagare o le pensioni che verranno aumentate se loro in primis non decidono di abbassarsi l’esoso onere che fanno incombere sulle casse dello Stato visto che la sola Camera Dei Deputati ci costa 1,46 miliardi di euro all’anno.

Che stipendi “Onorevoli”!!

Â

Â

prc2004_500[1].jpg

Siamo ormai alle porte delle elezioni politiche e si susseguono ormai da tempo voci ufficiali o più o meno tali che vogliono le due correnti politiche (quella del centro-sinistra e l’altra del centro-destra) alleate dei partiti minoritari estremisti dei due fronti: da una parte i partiti radicali con a capo Il Partito della Rifondazione Comunistae dall’altra parte i partiti neo-fascisti e pseudo-razzisti come il movimento guidato da Alessandra Mussolini Alternativa Sociale ed il partito “federalista padano” Lega Nord. Rimane il dubbio se i due programmi elettorali siano coerenti con le idee propagandistiche che questi partiti, seppur minoritari, attuano sia in campo sociale che economico e se la volontà di questi stessi partiti sia di governare un paese democratico come quello italiano oppure di allargare il consenso e di cercare di allargare le vedute e di propagandare due culture seppur opposte ma ugualmente pericolose (da una parte il Comunismo e dall’altra il fascismo ed il razzismo [vedi caso dell’ex Ministro Calderoli]).

In Italia si attua il modello consociativo, che si basa su assemblee espresse da tutti i cittadini secondo regole elettorali di tipo proporzionale; l’enfasi è così posta sul grado di rappresentatività delle istituzioni. Infatti tutti gli interessi, i punti di vista che abbiano un minimo di visibilità politica riescono ad esprimere loro rappresentanze negli organi e nelle Istituzioni di governo. L’esperienza passata Italiana mostra che nessuna forza politica è in grado di conseguire la maggioranza assoluta dei voti necessari per il controllo dell’esecutivo, ne consegue l’interesse ad entrare con il maggior peso possibile in maggioranze di coalizione e, a tal fine, a perseguire il consenso di settori specifici della società .

Quindi l’impossibilità per il singolo partito politico di raggiungere da solo la soglia - costituita dalla maggioranza dei voti - spinge il partito stesso ad entrare in coalizioni (o listoni) ed ogni sforzo è posto nell’assecondare gli interessi particolari dei gruppi minoritari, ma relativamente determinanti, mentre secondaria importanza finiscono per assumere gli interessi dei cittadini. Da tale logica derivano comportamenti scarsamente attenti ai grandi progetti di interesse generale, ma piuttosto a favorire specifici interessi e clientele.

Non ci resta che aspettare e giudicare con i nostri stessi occhi!!